CAI Carate Brianza

Scuola di Alpinismo "Mario Dell'Oro"

Valanga colposa, denunciata famiglia PDF Stampa E-mail
Sci Alpinismo

Secondo i carabinieri di Brunico i tre turisti hanno provocato il distacco di un fronte di neve largo 90 metri e profondo 100. I tre potrebbero aver infranto gli articoli 426 e 449 del codice penale. Molti i precedenti

[ Tratto da QUI ]

BOLZANO. Padre e due figli denunciati per aver provocato una valanga - con un fronte di 90 metri ed una profondità di 100 metri - a Plan de Corones. Ai tre sarà contestata l’infrazione degli articoli 426 e 449 del codice penale, perchè si sono avventurati su tracciati non battuti nonostante la presenza di cartelli che segnalavano il pericolo ed un rischio elevato (livello 4) di valanghe. Il più giovane dei tre, un ventenne, è ricoverato all’ospedale di Brunico con una prognosi di 30 giorni.

I tre cittadini della Repubblica Ceca - rispettivamente di 44, 24 e 20 anni - rischiano di pagare a caro prezzo la decisione di fare fuoripista nonostante le segnalazioni di pericolo e gli inviti dell’ufficio idrografico della Provincia a non avventurarsi al di fuori dei tracciati battuti. Il più giovave dei tre - un ventenne, le cui iniziali sono O.K. - si è salvato, tra l’altro, per miracolo ed è tuttora ricoverato all’ospedale di Brunico per la lussazione di una spalla, la frattura di un paio di costole, un trauma toracico ed una serie di contusioni. «Si è salvato - sottolinea uno dei soccorritori - perchè è riuscito a tenere sempre la testa sempre fuori dalla massa di neve che l’ha travolto. È stato incredibilmente fortunato. Poteva andare sicuramente peggio».

Secondo la denuncia dei carabinieri il distacco della valanga è avvenuto all’altezza della Ochsenalm, a 1900 metri di quota, sulla pista Herrnegg. Il giovane è riuscito a mettersi in salvo da solo, ma per recuperarlo e trasportarlo a valle è stato necessario l’intervento dei carabinieri sciatori di Brunico e Valdaora, del soccorso alpino di Brunico e degli uomini del soccorso alpino della Guardia Finanza. Veniamo, però, alle conseguenze della scelta dei tre turisti della Repubblica Ceca di fare fuoripista nonostante le segnalazioni di pericolo e previsioni del tutto sfavorevoli. Nel codice ci sono reati, infatti, che vengono chiamati “di pericolo”, nei quali cioè la sanzione penale scatta indipendentemente del fatto che si sia creata in concreto una situazione di pericolo. Uno di questi è il reato contestato nel 2000 in occasione della slavina provocata da una guida alpina in val Senales. L’articolo 426 punisce con la reclusione da 5 a 12 anni, chiunque «cagioni un’inondazione o una frana, ovvero la caduta di una valanga», mentre l’articolo 449 prevede la reclusione da 1 a 5 anni per chi «cagiona per colpa un incendio o un altro disastro». Se, poi, oltre al distacco della valanga - in un caso concreto - si verifica anche un incidente o un infortunio entrano in gioco anche altre norme, nel senso che si possono addebitare al responsabile i reati di lesioni o disastro colposo. In ogni caso, a differenza di qualche anno fa, ormai la giurisprudenza sull’argomento è piuttosto consolidata. Oltre al caso, che fece scuola, di Maso Corto ce n’è uno altrettanto significativo verifcatosi in alta Valgerola, in Lombardia. È stato condannato, infatti, ad un anno e sei mesi di carcere un giovane accusato di aver provocato una valanga sotto cui morirono tre sci-alpinisti. Nell’udienza preliminare a Sondrio, F.F., studente universitario di 25 anni, è stato condannato con rito abbreviato. Il ragazzo dovrà anche risarcire le parti civili, mentre il padre, B.F., 52 anni, è stato assolto. I due quel giorno stavano camminando sulla cresta del monte quando si distaccò una valanga di grosse dimensioni che travolse una comitiva di dodici sciatori, tre dei quali rimasero uccisi sotto la neve. La fortuna dei tre turisti cechi, venerdì a Plan de Corones, è stata dunque soprattutto di non aver provocato danni a terzi.

 

 


Articoli correlati:


Joomla 1.5 Templates by Joomlashack