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Relazioni -
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Prima salita
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E. Comici, da solo. 1935 |
| Dislivello |
160 m |
| Sviluppo |
160 m |
| Difficoltà |
V/R1/II |
| Tempo |
3 ore |
| Materiale |
n.d.a. |
| Attacco |
Si sale in auto fino al rifugio Auronzo ( strada a pagamento ) e si parcheggia dove possibile. Si raggiunge il parcheggio più alto ( proprio sopra il rifugio ) e, faccia a monte, si sale, verdo destra, per evidente traccia alla base delle pareti. Si notano, evidenti, i resti delle trincee ( gallerie ). Si incontra e si supera una targa in bronzo, si passa oltre lo spigolo e a circa dieci metri dalla targa si trova il diedro-camino ( giallo alla base che diventa di bella roccia grigia appena sopra la testa ) che segna l'nizio della via. La relazione di Erik Svab indica un chiodo alla base, che non ho trovato ( il primo chiodo è a pochi metri da terra, ma invisibile dal basso ), tuttavia ho visto un bollo triangolare rosso, un po' scolorito, proprio un corrispondenza dell'attacco.
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| Discesa |
Dopo il quarto tiro, si può proseguire su cenge e risalti detritici per raggiungere la non comoda discesa nel canalone che a Nord si forma tra la cima Ovest e il Mulo. Vista però la scarsa qualità della roccia, raggiunta la sosta si consiglia di scendere con quattro doppie attrezzate sulla via Valmarecchia, che sale dall'altro lato dello spigolo, riguadagnando comodamente i ghiaioni alla base.
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| Relazione |
Tiro I:
Si parte con un passo di movimento, per entrare nel diedro, dove si trova anche il primo chiodo. Si prosegue lungo l'evidente diedro che si restringe sempre più fino a rendere difficoltoso muoversi. Si supera l'ultima strozzatura uscendo a sinistra per arrivare in cima al pilastrino che delimita lo spigolo. Attenzione se si arrampica con lo zaino.
Tiro II:
Si procede sopra la sosta su balze detritiche, attenzione alla roccia non sempre saldissima, fino a raggiungere un diedro con andamento diagonale da sinistra a destra. Invece di salirlo, traversare decisamente a destra fino ad un comodo terrazzino dove si trova la sosta.
Tiro III:
Stupendo tiro che inizia nel diedro che inizia sopra la sosta. Lo si percorre per intero per affrontare poi un pilastrino verticale delimitato da due fessure. Non è semplicissimo proteggersi, ma l'arrampicata è elegante e su roccia ottima. Terminato il pilastrino, si prosegue lungo un canalino fino a raggiungere la scomoda sosta. Attenzione particolare nel caso in cui si siano altre cordate sotto. In questa sosta c'è molta roccia che si muove sotto i piedi, e non sono propriamente sassolini.
Tiro IV:
Dalla sosta si sale qualche metro nel canalino puntando all'evidente chiodo, posizionato proprio un metro sotto la sezione chiave della via. La roccia non è solidissima, quindi prestare molta attenzione. Si inizia salendo a destra fino a raggiungere la fessurina orizzontale che, sfruttata, permette di traversare verso sinistra, con due passi di piedi delicati. Si "sbarca" su un piccolo terrazzino, e si segue il facile canalino alla sinistra. Da qui si sale sfruttando le tacchette della faccia di sinistra per arrivare al comodo terrazzino di sosta.
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| Impressioni |
Stranamente eravamo soli sulla parete, forse per il clima torrido, mentre sulla parete nord c'era il gran pienone. La salita è bella, la roccia è stupenda nel terzo tiro, mentre altrove c'è sempre da porre attenzione. La scalata, salvo forse nel primo tiro, è sempre elegante e divertente. Anche su una via "corta" si riconosce la classe innata di un maestro come Emilio Comici. |
| Riferimenti bibliografici |
Tre Cime, Vie Classiche e Moderne - Erik Svab, Giovanni Renzi - Edizioni Versante Sud |
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| Regione |
Lombardia |
| Partenza |
Passo della Presolana (1280m) |
| Quota attacco |
2000 m |
| Quota arrivo |
2450 m |
| Dislivello |
450 m |
| Difficoltà |
TD / VII- ( VI- obbl. )
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| Esposizione |
Sud-Ovest |
| Rifugio di appoggio |
Malga Cassinelli, bivacco città di Clusone |
| Attrezzatura consigliata |
nda, serie di friend medio-grandi. |
| Itinerari collegati |
nessuno |
Marco ha ripetuto con Beppe questa via nella prima settimana di Agosto.
Sulla vertiginosa e compattissima parete Sud-Ovest della Presolana di Castione sono stati tracciati, negli ultimi trent'anni, diversi itinerari tutti di alte difficoltà e impegno.
Tra questi, la via Federico risulta essere senz'altro la più ripetuta per via della bellezza dell'arrampicata, della solidità della roccia, della logicità della via e soprattutto per la chiodatura, tale da permettere di godere della bellezza della salita senza troppi spaventi. Ciononostante bisogna tenere presente che si tratta di un itinerario comunque impegnativo, non breve, su difficoltà continue (gradi classici!) e con numerosi passaggi di forza. Cioè per non fare l'A0 dell'ultimo tiro bisogna essere dei draghi! In compenso l'itinerario da seguire per la discesa è piuttosto semplice e veloce. |
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 Vai al sito con la relazione originale Se volete passare una bella domenica arrampicando su roccia compatta con una perfetta esposizone a sud, il Klausen Pass è la scelta giusta. L'arrampicata è divertente e varia, dalla placca su piccole prese allo strapiombo ben appigliato. La chiodatura delle vie è ottima ( a volte un po' distanziata ).
Recentemente, "due dei nostri" hanno ripetuto questo interessante itinerario, rimanendone piacevolmente impressionati. Riportiamo alcune sintetiche informazioni per una eventuale visita in zona.
Via: Einbahnstrasse
Località : Monti Uri, Klausen Pass, Hinter Glatten ( CH )
Difficoltà : max 7a (6b obbl) 1pa sul quarto tiro
Dislivello: 250 m.
Esposizione: Sud
Quota: 2265 m.
Data di salita: 01/08/09
Cordata: n.n.
Accesso stradale:
Autostrada Chiasso-Lugano-traforo del Gottardo; usciti dal tunnel si percorrono altri 30 km uscendo quindi ad Altdorf Sud. Raggiunta questa cittadina, si svolta a dx per il Klausenpass (indicazioni) risalendo la splendida Schachental fino all’Hotel Klausenpass, posto circa 1 km e mezzo prima del passo. Circa 30 km da Aldorf.
Avvicinamento:
Raggiunto il passo Klausen (1.948 m), si scende sul versante opposto per meno di 1 km, parcheggiando in una piazzola all’interno del primo tornante. Ora salire per prati sempre più ripidi senza una traccia definita, fino alla conca detritica alla base dell’evidentissima parete. 50 minuti.
Relazione:
Bellissima via in placca, quella meglio protetta su questa struttura. Qualche passo obbligato sul 2° e 3° tiro. Sullo schizzo è segnata la S2 consigliata, al termine del traverso, dalla quale si prosegue saltando la S2 originale fino alla S3. Portare 2 corde da 50 m ed una dozzina di rinvii.
Discesa:
prime due doppie sulla via quindi su Nirvana.
La relazione e i disegni sono tratti dal sito di Paolo Vitali & Sonja Brambati, a cui vi rimandiamo per ulteriori informazioni.
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 Marco "Colo" Colombo Via: Spigolo Nord
Località : Val Bondasca
Difficoltà : D IV+
Dislivello: 800 m.
Sviluppo: 1200 m
Esposizione: Nord
Data di salita: 12/07/2009
Cordata: Andrea, Marco
Sfruttando una finestra di bel tempo, Andrea e Marco si sono ritrovati sullo Spigolo Nord del Badile. Una classicissima non particolarmente difficile tecnicamente ma di assoluta soddisfazione.
Primo assaggio nel pomeriggio del sabato con una ripida salita sul sentiero che porta al Rifugio Sass Furà . La mattina sveglia alle 4 e salita all'attacco, con un po' di neve in corrispondenza del colletto da cui poi si ridiscende sulla parete NE e da dove attacca lo spigolo. Salita relativamente veloce accompagnati dal fresco ( per non dire freddo ) e da solo altre 2 cordate. In cima il tempo per mangiare qualcosa e poi discesa in corda doppia lungo la normale italiana.
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Nuova via per Marino Marzorati sul suo terreno d'elezione, il Sasso Cavallo.
Con la collaborazione di Norberto Riva, Ezio Tanzi e Marco Colombo, il nuovo itinerario solca la parete del Cavallo, andando ad aggiungersi di diritto agli itinerari più severi del Lecchese.
Lunghezza: 400 m (14L) – Diff. max 7b e A0 (6c obbl.)
Portare: 15 rinvii, utile qualche dado, 2 corde 60 m. Attrezzatura ottima a spit, qualche chiodo nei primi tiri.
Attacco: 20 m a sinistra di IBIS, sale costantemente alla sua sinistra, con un breve tratto in comune (3 spit) alla settima lunghezza.
ACCESSO: A) Da Esino o dalla Valsassina raggiungere il Cainallo, parcheggiare nello spiazzo al termine della strada sterrata dopo gli impianti di sci. Seguire il sentiero fino al Rif.Bietti, da questo fino alla Bocchetta di Val Cassina, per la quale si scende (tratti attrezzati a catene) fino alla base della parete, ca 2,30 h.
B) da Mandello del Lario alla frazione di Rongio, parcheggiare presso la chiesa. Salire per il sentiero n°14 per il Rif.Elisa, quando il sentiero piega a destra salire diretti in direzione del canale della Val Cassina ed infine per prati ripidi fino alla base della parete, ca 3 h.
L1. traverso a destra, difficile a freddo (6c/6c+)
L2. muretto per raggiungere una fessura, poi placca difficile (7a+/7b)
L3. bella placca (6c+)
L4. placca adagiata (6b+)
L5. partenza difficile, poi placca articolata (6c di movimento)
L6. partenza (6c+), poi traverso a sinistra (A0, liberabile?)
L7. placca (6b+), poi strapiombo (7b, 3 p.a.) tratto con tre spit in comune con IBIS liberato da Adriano Selva nell’ottobre 2006 (8a)
L8. traverso a sinistra (6a), poi rampa erbosa per raggiungere la grande cengia
L9. traverso su gocce per portarsi sotto uno strapiombo (6b)
L10. prima una pancia, poi strapiombo atletico (7a+)
L11. diritti su placconata compatta (6c)
L12. traverso a destra con partenza difficile (6b+)
L13. diritti (6b+)
L14. corto diedro (5c)
Discesa: A) salire su ripidi prati per 50 m fino a raggiungere la cima, da qui scendere a piedi verso destra alla Bocchetta di Val Cassina, da cui si può tornare al Rif.Bietti e quindi Cainallo, oppure scendere la Val cassina per tornare a Mandello
B) la via è attrezzata per la discesa in corda doppia
La soluzione A è preferibile per chi proviene dal cainallo, la B per chi sale da Mandello.
Ulteriori informazioni e pdf della relazione QUI . |
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